Gianni Sassi, Artista della comunicazione
   
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Rivoluziona il modo di fare pubblicità, scompagina il ruolo della grafica, progetta riviste culturali ed etichette discografiche, costruisce testi per canzoni, organizza festival poetici, espande il significato della parola gastronomia.
Comunicazione ed innovazione, queste in sintesi le chiavi per comprendere il trasversale operato di Gianni Sassi, direttore (rinnovatore) artistico e, per più di vent'anni, punto vitale dell'organismo culturale italiano.
Studente di pittura, folgorato dal Quadrato bianco su fondo bianco di Malevic, incrocia le vie della grafica, fondando la casa editrice Ed219, a fianco di Daniela Palazzoni, Sergio Albergoni e Gianni Emilio Simonetti.
Spinto dalla collaborazione con il gruppo industriale Busnelli, nel 1965 mette in moto "Caleidoscopio", semestrale di design, tecnica e produzione del mobile, e riesce a sconvolgere l'intero mondo pubblicitario nello spazio di un solo manifesto, con Franco Battiato a stelle e strisce seduto sul divano. Per Iris ceramiche è l'artefice di "Humus", quadrimestrale di cultura, strategia e tecnica della ceramica, ma è il mondo della musica a chiamarlo a gran voce per dar luce, nello studio grafico Al Sa (Albergoni-Sassi), a copertine memorabili fra cui Fetus e Pollution di Franco Battiato.
Da grande (ri)animatore culturale gioca con lo pseudonimo di Frankestein (anche titolo di un suo noto trimestrale) nel coniare l'etichetta discografica Cramps records, presto colonna portante della realtà indipendente italiana, attorno cui crescono nomi come Finardi, Skiantos, Area. Proprio gli Area di Demetrio Stratos diventano per Sassi terreno ideale per crescere, affondare radici di poeta e paroliere ed allestire lussureggianti concept grafici. Partecipe del movimento Fluxus, attraverso le collane Nova Musicha e DIVersi tocca con mano nomi celebri della musica contemporanea: John Cage, Derek Bailey, Steve Lacy, Paolo Castaldi, Robert Ashley.
Introduce un nuovo metro nel panorama letterario creandone un riferimento nel 1979 con "Alfabeta", mensile di informazione culturale, mentre con i manifesti per Uisp, Unipol Arci, ridefinisce il suo spirituale concetto di pubblicità.
Da soli non si può... è forse uno degli slogan Arci più azzeccati, di chi, per primo è riuscito ad immaginare un complesso artistico collettivo, non basato sulle discipline bensì strettamente mirato alla comunicazione, prima ancora che parole come multimedialità entrassero nel nostro vivere quotidiano.
Su questa strada nell'ottobre 1982 l'innovativo "La Gola" - mensile del cibo e delle tecniche di vita materiale, non solo è l'antesignano di slow food, ma diventa anche profonda riflessione sulla libera arte ,uno sfogo culturale che si rafforza nel 1984 con la nascita di Milanopoesia, festival internazionale di poesia, musica, video, performances, e teatro. Gli anni '80 rispecchiano la fruttuosa collaborazione per Coop con mostre e pubblicazioni, per Mondadori con i volumi Berealto, Il libro degli spiriti, Champagne & spumanti, mentre sotto la sua ala artistica prendono il volo le riviste "Cinema & cinema", "Lapis" e "Ottagono".
Nel 1990 prende parte alla Biennale di Venezia come curatore della sezione Ubi fluxus ibi motus, mentre a Parigi si autocelebra con il convegno 10 anni di MilanoPoesia nel 1993, anno della sua scomparsa.
Di certo oggi la carriera di Gianni Sassi si delinea come un variegato mosaico, e sono gli amici di sempre, come Viviana Bucci, che hanno deciso con devota passione di accostarne alcune tessere, collocandole nel sito www.giannisassi. org, testimonianza diretta di una vita straordinaria.


Articolo di Giorgio Reiter da www.connessomagazine.it

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